I capannoni mobili sono la soluzione ideale quando in azienda si ha la necessità di ampliare gli spazi coperti a disposizione. Ma quali permessi servono per effettuare installazioni di questo tipo?

La buona notizia è che, quando si tratta di capannoni mobili, la realizzazione è possibile anche senza concessione edilizia. Questo significa che si possono avviare i lavori di installazione senza perdersi in pratiche burocratiche che aggiungono passaggi e allungano le tempistiche.

Quali documenti occorrono?

Rispetto alle costruzioni in muratura, per realizzare capannoni mobili bastano pochi accorgimenti burocratici.

È necessaria la S.C.I.A., ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività: con questo documento, l’imprenditore comunica al Comune di appartenenza l’intenzione di avvio dei lavori. Si tratta di una dichiarazione dall’effetto immediato, che consente di iniziare le attività anche il giorno stesso in cui si presenta la documentazione.

Nei casi in cui si manifestino vincoli di tipo paesaggistico, o quando l’installazione di una tensostruttura va a modificare in modo significativo le dimensioni e la forma delle aree coperte aziendali, è necessario allegare alla S.C.I.A. anche la D.I.A.

In queste tipologie di installazioni, la Denuncia di Inizio Attività va infatti a sostituire il permesso di costruire. Per ottenerla, bisogna richiederla all’ufficio tecnico del proprio Comune, tenendo in considerazione che l’attesa per il rilascio arriva fino a 30 giorni.

I vantaggi dei capannoni mobili senza concessione edilizia

L’installazione di capannoni mobili senza concessione edilizia permette quindi di creare nuovi spazi coperti, da utilizzare come depositi o aree di carico-scarico merce, in poco tempo.

Altri vantaggi nello scegliere le coperture mobili includono:

  • burocrazia ridotta e semplificata;
  • tempi di installazione rapidi;
  • costi di realizzazione contenuti;
  • possibilità di personalizzazione nel colore e nell’aggiunta di marchi aziendali.

Inoltre, Adriatica Chiusure offre il supporto del suo staff in ogni step del progetto, compresa la consegna della documentazione necessaria per redigere le pratiche edilizie.

L’IMU per i capannoni mobili

Un ulteriore vantaggio dei capannoni mobili senza concessione edilizia è l’entrata in vigore del Decreto Crescita, che dal 1° maggio 2019 porta al 50% la deducibilità IMU per questa tipologia di strutture.

Una volta installati, infatti, i capannoni mobili sono soggetti all’IMU, in base alla categoria di appartenenza della struttura. Nella maggior parte dei casi, le coperture rientrano nelle categorie C e D, in quanto desinate ad usi commerciali o di deposito.

Per calcolare l’imposta occorre sommare il coefficiente di rivalutazione (il 5%) alla rendita catastale. Il risultato va poi moltiplicato per l’aliquota IMU fissata dal comune di appartenenza.

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